fbpx

Le patologie – Stenosi valvolare aortica

Che cos’è?

La stenosi aortica rappresenta la valvulopatia più frequente nella popolazione anziana e, se non trattata, è associata ad una alta mortalità a breve termine. Essa consiste in un progressivo restringimento dell’area della valvola aortica con conseguente riduzione della fuoriuscita di sangue dal cuore verso l’aorta toracica e quindi verso tutti i distretti del corpo. L’eziologia più frequente è la stenosi aortica degenerativa dovuta all’accumulo di calcio sulla valvola con una prevalenza che aumenta all’aumentare dell’età. La seconda forma più frequente è la forma congenita, in particolar modo la bicuspidia aortica, che spesso può manifestarsi prima dei 70 anni.

I sintomi

Sintomi tipici sono la dispnea da sforzo (mancanza di fiato o affanno), lo scompenso cardiaco, l’angina e la sincope da sforzo o post-prandiale. Lo strumento diagnostico di riferimento è l’ecocardiogramma, che viene usato per definire l’entità della stenosi. La stenosi valvolare aortica rappresenta una malattia insidiosa. Nella prima fase dello sviluppo di una stenosi di grado severo il paziente può essere completamente asintomatico per un periodo di tempo prolungato. Dopo la comparsa dei primi sintomi, invece, ci può essere una rapida progressione della patologia e una drammatica riduzione dell’aspettativa di vita.

L’intervento

Nel paziente con stenosi aortica non esiste un trattamento medico efficace che ne modifichi la storia naturale. Le diverse opzioni terapeutiche sono la sostituzione valvolare chirurgica (con protesi biologica o meccanica, mediante intervento cardiochirurgico in circolazione extracorporea) o l’impianto di protesi valvolare aortica per via transcatetere, la TAVI (impianto, attraverso un catetere, di una bioprotesi valvolare all’interno della valvola aortica nativa malata, nella maggior parte dei casi eseguita per via percutanea e senza anestesia generale). La decisione sul tipo di intervento da eseguire avviene mediante una valutazione multidisciplinare. Tale processo decisionale tiene conto delle patologie associate, della fragilità del paziente e degli accertamenti pre-operatori eseguiti. La valvuloplastica aortica percutanea consiste invece nella dilatazione della valvola mediante un palloncino, allo scopo di alleviare i sintomi senza un reale impatto in termini prognostici. In casi selezionati, può essere eseguita come ponte a un intervento definitivo non immediatamente eseguibile.

Il tempismo dell’intervento dipende dalla manifestazione sintomatologica accanto al grado di severità del vizio valvolare. Il progressivo peggioramento della sintomatologia (aumento di frequenza/intensità degli episodi o comparsa per sforzi fisici sempre più blandi) o la comparsa di improvvisa mancanza di fiato o sincope necessita tuttavia di una valutazione cardiologica urgente (in Pronto Soccorso o presso il cardiologo di fiducia).