fbpx

Le patologie – Shock cardiogeno

Che cos’è

Lo shock cardiogeno è una sindrome complessa caratterizzata da una riduzione critica della gittata cardiaca che determina un’inadeguata perfusione degli organi e dei tessuti, innescando una spirale di eventi potenzialmente letale. Lo shock cardiogeno può essere il risultato di una grande varietà di cause che possono compromettere acutamente il normale funzionamento di un muscolo cardiaco precedentemente sano o intervenire a destabilizzare il delicato equilibrio di un cuore già gravato da una disfunzione cronica. L’infarto miocardico acuto rappresenta la causa più comune di shock cardiogeno, seguito da miocardite acuta (un’infiammazione acuta del muscolo cardiaco), aritmie e patologie delle valvole cardiache. La necessità di rapido accesso alle cure intensive, l’elevata complessità di queste ultime, nonché la durata significativa dell’ospedalizzazione, il grande impiego di risorse e le conseguenze sulla qualità della vita dei sopravvissuti, contribuiscono al significativo impatto economico e sociale di questa patologia. Si stima inoltre che, in caso di infarto miocardico acuto complicato da shock cardiogeno, la mortalità si attesti ancora intorno al 40%-50%, nonostante le terapie più moderne.

I sintomi

Le manifestazioni cliniche dello shock cardiogeno possono variare significativamente a seconda del gravità della disfunzione cardiaca e del protrarsi dell’ipoperfusione tissutale. Si distinguono, infatti, stati di pre-shock, stati di shock conclamato e stati di shock profondo. I segni ed i sintomi principali sono rappresentati da alterazione dello stato mentale e confusione fino alla perdita di coscienza, contrazione della diuresi, cute pallida e fredda, sudorazione, tachicardia, aumento della frequenza respiratoria, ipotensione.

L’intervento

La terapia dello shock cardiogeno prevede il ricorso alle cure intensive. Risultano essenziali una diagnosi precoce, l’identificazione della causa scatenante ed il suo trattamento mirato, come ad esempio la rivascolarizzazione nei casi di shock cardiogeno conseguente ad infarto miocardico acuto. Inoltre, giocano un ruolo determinante la valutazione del profilo emodinamico e le misure specifiche per il supporto del circolo: liquidi, farmaci e, nei casi più gravi, supporti meccanici per l’assistenza ventricolare rappresentano gli strumenti per stabilizzare il paziente e cercare di interrompere la cascata fisiopatologica dello shock. Infine, è necessario un approccio intensivo multidisciplinare per la cura del danno d’organo e delle sue conseguenze.

Lo shock cardiogeno è una condizione estremamente grave in cui il tempismo nella diagnosi e l’applicazione precoce delle terapie specifiche sono assolutamente fondamentali nel determinare la prognosi. Con il persistere dello shock, infatti, aumenta la durata dell’ipoperfusione dei tessuti e il conseguente rischio di sviluppare danni gravi e irreversibili. Ciò che è importante sottolineare è che l’instaurarsi dello shock può rapidamente compromettere in modo serio la lucidità del paziente e, di conseguenza, la sua capacità di riconoscere correttamente i sintomi e di ricercare l’accesso alle cure. Diventa quindi fondamentale l’educazione del paziente al riconoscimento dei sintomi dell’infarto miocardico acuto, dal momento che questo rappresenta l’evento che più di frequente è in grado di precipitare un quadro di shock cardiogeno e che l’accesso tempestivo alle cure può prevenirne lo sviluppo o contribuire ad incrementare le possibilità di sopravvivenza.